La presente informativa è finalizzata a illustrare il quadro attuale e le possibili azioni di tutela giurisdizionale che possono essere attivate in relazione alle delibere del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) che incidono sulla posizione dei magistrati onorari di nuova nomina, con particolare riferimento ai rinnovi e alle cessazioni dei mandati in scadenza. I magistrati onorari di nuova nomina, cd. “orlandini”, sono stati introdotti e disciplinati dal D.lgs. 116/2017 (cd. “Decreto Orlando”) e, pur svolgendo le medesime funzioni giurisdizionali dei magistrati onorari di precedente nomina, sono attualmente sottoposti a un regime giuridico differenziato. Si tratta di una platea composta da circa 1.318 unità, reclutate attraverso le procedure concorsuali del 2018 e del 2023. La disciplina vigente prevede che il mandato abbia una durata di quattro anni, rinnovabile per ulteriori quattro anni, con la possibilità che, in sede di rinnovo, il Consiglio Superiore della Magistratura proceda alla rideterminazione della durata complessiva del rapporto attraverso la decurtazione dei periodi di servizio già svolti. In questo contesto, si registra una fase particolarmente delicata, in cui numerosi magistrati onorari si avvicinano alla scadenza del primo quadriennio di incarico e si troveranno a ricevere, nei prossimi mesi, le relative delibere di rinnovo o di cessazione. Tale fase comporta un elevato rischio di decadenza automatica in assenza di tempestiva impugnazione dei provvedimenti adottati. Sul piano del contenzioso, si evidenzia che è attualmente pendente un procedimento dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea promosso dalla Commissione Europea nei confronti dello Stato italiano, avente ad oggetto proprio la disciplina della magistratura onoraria e la sua compatibilità con il diritto dell’Unione. Parallelamente, a livello nazionale, sono già stati instaurati diversi giudizi amministrativi avverso le delibere del CSM, confermando la complessità e l’incertezza del quadro giuridico di riferimento. Alla luce di tale situazione, si rende necessario adottare una strategia di tutela tempestiva e coordinata. In primo luogo, risulta essenziale procedere all’impugnazione delle delibere del CSM non appena notificate, al fine di evitare che gli effetti delle stesse si consolidino definitivamente. Le azioni legali che si prospettano si articolano principalmente nell’impugnazione individuale delle delibere del CSM dinanzi al TAR, con la possibilità, ove ne ricorrano i presupposti, di attivare anche ricorsi collettivi per posizioni omogenee, al fine di ottimizzare costi e tempi del contenzioso. Tuttavia, trattandosi di atti tra loro distinti, con differenti date di decorrenza, l’impugnazione mediante ricorso collettivo potrebbe esporre a eccezioni preliminari di inammissibilità da parte della controparte perché gli atti impugnati non risultano “identici” (come riporta la giurisprudenza più rigorosa e da noi più volte contestata). Per tale ragione, si ritiene comunque consigliabile, in via principale, il ricorso allo strumento del ricorso individuale. Quanto ai profili economici, gli stessi saranno definiti in relazione al numero dei ricorrenti e alla tipologia di azione intrapresa. In particolare, per il ricorso collettivo proposto entro 60 giorni dalla data del provvedimento, la quota di adesione è fissata in euro 250,00 omnicomprensivi, includendo nella detta somma il costo pro quota del contributo unificato. Qualora non si raggiungesse un numero minimo di 10 aderenti, il costo dell’azione verrà rimodulato in misura proporzionale. In caso di esito positivo (anche a titolo esemplificativo e non esaustivo con una pronuncia sul riesame), ovvero con una sentenza di accoglimento, sarà previsto un ulteriore contributo pari a euro 100,00. Per quanto riguarda il ricorso individuale, che allo stato si ritiene la soluzione migliore, considerato il rischio di eccezioni di inammissibilità nei ricorsi collettivi, il costo di adesione è pari a euro 700,00 oltre al contributo unificato. A tal riguardo, si evidenzia che, trattandosi di rapporto riconducibile al pubblico impiego, il contributo unificato dovrebbe essere pari a euro 325,00, salvo ipotesi di esenzione per redditi inferiori a euro 38.514,03 (difficilmente applicabile al caso di specie). È inoltre possibile proporre, entro 120 giorni dalla notificazione del provvedimento, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rimedio che presenta, tra i principali vantaggi, quello della sostanziale assenza di condanna alle spese, salvo il caso di eventuale trasposizione del giudizio innanzi al TAR. Per aderire al ricorso dovrete inoltrare, tramite raccomandata a/r all’indirizzo: Avv. Michele Bonetti Avv. Federica Fortini, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti: ➢ due procure in originale, sottoscritte a penna (non sono richieste autentiche notarili); ➢ una copia della scheda del candidato e dell’informativa dei dati personali; ➢ copia del documento di identità e del codice fiscale; ➢ provvedimento del CSM da impugnare. ➢ procedere al pagamento della quota attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie di seguito indicate e rimettere copia della ricevuta di versamento (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, c.f. e la dicitura “magistratura onoraria”) COORDINATE AVV. FORTINI - CODICE IBAN: IT80A0310403201000000820189 Si ricorda che il termine per l’impugnazione è di 60 giorni e che l’incarico si intenderà conferito solo qualora la procura pervenga, tramite raccomandata o con sottoscrizione presso lo studio, entro i 15 giorni precedenti alla scadenza del termine, e comunque deve essere anticipata via e-mail. Al fine di aderire, si prega di compilare il seguente form: https://forms.gle/ptcuh38eh7t91rsca Tutta la documentazione dovrà essere inoltrata anche a mezzo e-mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it con la scansione di tutti i documenti inoltrati a mezzo raccomandata a.r., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “taglia idonei”. I documenti devono essere scansionati, non fotografati. ➢ sulla busta deve essere apposta la scritta “magistratura onoraria” e ogni busta deve contenere una sola adesione. La spedizione dei documenti a mezzo raccomandata a/r non è sostituibile con la pec in quanto necessitiamo delle procure firmate a penna in originale, mentre, i documenti spediti tramite pec sarebbero comunque scansionati, non originali. Si è a disposizione presso il nostro studio per la sottoscrizione de visu. Si rimane a disposizione per ogni altra informazione o chiarimento anche con appuntamenti on line o di persona.
AZIONI DI TUTELA AVVERSO LE DELIBERE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA RELATIVE AI MAGISTRATI ONORARI DI NUOVA NOMINA